Oltre mezzo secolo di alta cucina italiana, un nome che resta simbolo di eleganza e continuità. Il San Domenico è un’istituzione, un luogo dove la memoria gastronomica del Paese si rinnova ogni giorno con rispetto e misura. Dalla leggendaria coppia formata da Nino Bergese e da Valentino Marcattilii, fino all’attuale guida di Massimiliano Mascia, nipote di Valentino, la filosofia non è mai cambiata: valorizzare la grande tradizione con rigore tecnico e sensibilità contemporanea.
Mascia firma un menù che dialoga con il passato, custodendo i piatti simbolo, su tutti l’Uovo in raviolo “San Domenico” con burro, parmigiano e tartufo — e introducendo creazioni che raccontano la sua personale visione come Spaghettini tiepidi con battuto di cozze, caviale e polvere di limone bruciato.
Il mestiere lo si nota dall’ampia carta da cui scegliere oltre ad un lungo menu degustazione proposto a 210 euro. In settimana la colazione di lavoro con 5 corse a 70 euro è una comodità.
La carta dei vini resta tra le più importanti d’Italia ed accompagna con autorevolezza un percorso che è un riferimento per equilibrio, raffinatezza e servizio impeccabile.
Un classico intramontabile dell’alta ristorazione italiana.