Più che un ristorante, una destinazione. Appena superato il viale che introduce ai 320 ettari della Tenuta, si entra in un ecosistema a sé: boschi profondi, allevamenti bradi, selvaggina che vive libera e una cucina che nasce direttamente da questo paesaggio. Al timone c’è la chef Serena Sebastiani, capace di trasformare la materia prima della Tenuta in un racconto gastronomico di rara coerenza. Il Ristorante offre un menù ricco di proposte territoriali e vocate alla Tenuta stessa declinando bene il concetto di filiera corta. La cacciagione proviene dalla riserva faunistica interna ispirata alla caccia selettiva e sostenibile. Le carni sono trattate con molta tecnica e utilizzando erbe spontanee, cotture lente e fermentazioni, inclusa la produzione di salumi. Ci si può affidare al menù degustazione Paesaggio di 7 portate: viaggio nei profumi della Tenuta. Sala accogliente, servizio attento e familiare. Carta dei Vini ampia da consultare per indirizzare le proprie preferenze e combinare con i consigli personali del Patron Giuseppe Onorato.