Splendidi panorami in questa appartata residenza di lusso a pochi passi dal centro. Gli ambienti raffinati e i profumati giardini evocano – si era all’inizio del secolo scorso – una presenza inglese, anche nella mano dell’architetto, protrattasi a lungo. In questi spazi senza tempo la cucina del bravissimo Salvatore Iuliano – magnificamente ispirata dal celebre Heinz Beck – gioca tutta in attacco, mirando a tracciare nuovi e più elevati sentieri alla cucina siciliana fine dining contemporanea (riuscendoci), in cui le materie prime isolane trovano rinnovata e personalissima valorizzazione a mezzo di una tecnica formidabile e non convenzionale, mai fine a se stessa perché esclusivamente al servizio di bontà e sapori. In evidenza (da due menu a 225 e 250 euro): Gambero dello Stretto, cucurbitacee e salsa ai frutti di mare; Melanzana, pala di fico e cioccolato ossidato, Tortellini al basilico, mandorla, seppiette e “’nduja’; Nocciola, ricotta e caffè. Ricca cantina, da lode l’eccellente servizio.