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La Spagna al tempo del coronavirus

di Carlotta Casciola

Nonostante gli spagnoli siano più conformisti ed obbedienti di noi italiani, non sono abituati a stare in casa. Qui in Spagna si vive fuori. E “al tempo del coronavirus” cambiare una abitudine cosi radicata, non è semplice.

Fortunatamente tutto ha il suo lato positivo ed anche qui, come in Italia, ritrovandoci chiusi in casa si torna a cucinare molto. Ci si scambia suggerimenti e ricette, si moltiplicano gli incontri virtuali, si rispolverano i libri di cucina e si dà fondo alla dispensa, adesso che c’è tempo.

Chiusi i ristoranti, molti chef in reclusione si fanno vedere nei social, cucinando da casa, in cucine spesso simili alle nostre e preparando piatti nostrani. Alcuni sono preoccupati di rimanere in contatto con il proprio pubblico. Altri sono molto generosi ed hanno il tempo e la volontà di preparare dei veri e propri tutorial, insegnandoci ricette e trucchi di cucina. Una circostanza di cui vale la pena approfittare.

Tra di loro, mi piace molto il lavoro che sta facendo Julian Otero, responsabile del R&D del mitico ristorante Mugaritz, che pubblica su Istagram come @gastrojulius una serie di tutorial molto chiari su cosa si possa cucinare in casa con gli ingredienti che abbiamo normalmente in dispensa.

Consapevole che la chiusura dei ristoranti avrà dure ripercussioni anche su tutta la filiera, Angel Leon, timoniere del tristellato ristorante Aponiente, è da sempre in campo per sostenere la pesca locale e stimolare l’acquisto di pesce povero e per l’occasione offre generosamente su @aponiente_angel_leon la ricetta dei suoi celebri insaccati di pesce: assolutamente da non perdere.

Un altro piacevole esempio sono i nostri amici di @restaurante_el_alquimista_ che si sono lanciati, sempre su Instagram, con stories per cucinare piatti insieme ai propri follower. Tra le preparazioni proposte c’è anche la pizza, preparata in diretta e con diversi appuntamenti durante tutta la giornata, per spiegare chiaramente ogni passaggio cruciale.

Invece per gli amanti dell’esotismo, si può viaggiare in un batter d’occhio in Giappone con l’eclettico Pablo Alomar Salvioni (@salvioni_alomar ) importatore italo-spagnolo di sake e profondo conoscitore della civiltà del sol levante. Pablo pubblica con talento le sue ricette di cucina casalinga giapponese, preparate passo per passo e con le dovute spiegazioni.

Purtroppo c’è anche chi in casa è dovuto rimanere per combattere il virus e tra gli chef più famosi c’è il giovane pluristellato David Muñoz (@dabizdiverxo) che ipotizza di averlo senza esserne sicuro dato che a Madrid già non si fanno tamponi per i casi meno gravi. Gli auguriamo di cuore di vincere presto la battaglia e soprattutto di recuperare prontamente olfatto e gusto, sensi che malignamente vengono spenti dal maledetto virus.

Curiosamente anche in Spagna la cucina italiana si rivela un po’ la grande mamma, la cucina del comfort food ai tempi del coronavirus per tante ragioni: per sapore, per il gusto ma anche per potersi preparare con ingredienti semplici disponibili in ogni dispensa. Ed infatti molti cocinillas spagnoli, affiancano alla preparazione di piatti locali anche vari classici italiani come pizza e focacce, pasta e risotti, ragù e parmigiane (non sempre molto azzeccati, ma comunque di cui si apprezza lo sforzo). Chi non ha in dispensa pasta o riso, della farina, del lievito e tanti fondi di frigorifero o di freezer con cui sbizzarrire la fantasia?

Non solo.  Tra i fortunati a potere stare in isolamento e a dedicarsi a cucinare, c’è anche chi non si dimentica degli altri e prepara cibo e dolci da distribuire a chi ne può avere bisogno, a chi combatte questa battaglia in prima linea e soprattutto a coloro che non hanno riparo.

Ed io cosa cucino? In questo momento più di ogni altro, abbiamo tutti bisogno di vincere la solitudine e l’isolamento, preparando qualcosa che ci scaldi il cuore. Innanzitutto cerco di preparare piatti e cibi che siano leggeri, sani e digeribili, nell’ottica di non sprecare assolutamente nulla, in modo da far durare le scorte alimentari il più a lungo possibile e non costringermi a uscire. In questo ho avuto una grande maestra in casa, la nonna, che non buttava nulla e sapeva riciclare di tutto.

Per cui ho deciso di preparare un dolce che segue questa idea e i cui segreti ho ereditato da lei; che non fa quasi più nessuno, almeno nella sua versione originale. É un dolce povero, basato sugli zuccheri naturali dei suoi ingredienti, che si fa con le poche cose che si trovano in casa in inverno (farina, zucchero, mele, noci e spezie) ma terribilmente moderno, sano, leggero e a mio avviso anche molto raffinato: la Rocciata Umbra. Qui la ricetta autentica.

 

*Carlotta Casciola, umbra di nascita, spagnola di adozione, giramondo per vocazione. Laureata in economia, fa parte della Accademia di Gastronomia di Castilla y Leon e dal 2003 si occupa di turismo, vino e gastronomia per Alacarta @alacarta.

 

Photo Credit innaturale.com

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