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L’Italia si è messa a cucinare

di Barbara Guerra

Il sostanziale rallentamento e blocco delle attività al Nord, esteso pochi giorni fa in tutta Italia a causa dell’emergenza Coronavirus unito alle preoccupazioni di estensione del contagio, ha creato una situazione che in Italia non avveniva da numerosi decenni. Uno stato d’animo che la maggior parte di noi non ha mai provato prima. Per questo le reazioni alla condizione di impotenza, in cui le norme di sicurezza ci hanno portato, sono varie e imparagonabili. In pratica nessuno ha memoria del come comportarsi non avendo un benchmark.

Tra le risposte equilibrate di chi ostenta una doverosa calma, si staglia l’assalto ai supermercati dei primi giorni. Spariscono prodotti, prima la pasta, poi grandi scorte di farina e zucchero; a Napoli il lievito di birra è arrivato a scarseggiare. Paura di restare senza scorta alimentare?

Gli italiani hanno pensato bene, per necessità – non potendo uscire di casa – e diletto, di ricominciare a cucinare. E allora via all’acquisto in gran massa di quegli stessi prodotti che una certa cultura ha demonizzato per anni e che invece gli abitanti del Bel Paese adorano alla follia.

Gli italiani amano la pasta e nel momento dello sconforto ci si tuffano per recuperare un po’ di buonumore. Acquistiamo farina perché il tempo libero ci porta a fare una delle attività più antiche e incise nel nostro DNA: impastare. Le food blogger sono in prima linea in questa bellissima carrellata di preparazioni ma non restano isolate. Dalle bacheche di Facebook e di Instagram la tendenza è chiara, inganniamo il tempo pensando a cosa mangiare, l’attività che ci riesce meglio visto che siamo capaci di programmare una cena mentre stiamo pranzando.

D’altronde non stiamo facendo nulla di strano, seguiamo semplicemente i consigli che ha diffuso l’Organizzazione Mondiale della Sanità per favorire il controllo dello stress in questo periodo sacrificato al Coronavirus. Tra questi, in pole position l’alimentazione sana e il suggerimento di non focalizzarci sempre e solo sul problema. Noi ci siamo allineati e non per paura di restare senza cibo ma perché in fondo, i fornelli ci sono mancati.

 

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