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L’unione ci rende più forti. La solidarietà ai tempi del Coronavirus.

di Bruna Sapere

Dicembre sembra lontano anni luce. Dal momento in cui il Coronavirus ha fatto la sua prima comparsa a Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei, sono trascorsi quasi tre mesi, durante i quali il Covid-19 ha varcato i confini della Cina e ha messo a durissima prova il mondo intero, Italia inclusa.

Gli italiani, però, non si sono arresi neanche per un istante; coraggio e solidarietà sono i punti cardine intorno a cui ruotano le ultime giornate, dai toni surreali, che sembrano sbucate da quei vecchi film in bianco e nero riportanti i tempi bui vissuti dai nostri nonni.

Coraggio per andare avanti e solidarietà per reagire sono i protagonisti di questa sfida che, solo uniti, si può vincere. Con tale spirito sono state lanciate le prime iniziative solidali a partire dalla raccolta fondi della tanto amata/odiata imprenditrice e influencer Chiara Ferragni che, in sole 24 ore, ha superato i 3milioni di euro destinati a creare nuovi posti di terapia intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano, partendo dal suo iniziale contributo di 100mila euro. Il mondo della moda fin dal principio si è dimostrato sensibile al tema, attraverso donazioni e finanziamenti da parte di brand come Dolce&Gabbana, Bulgari, Giorgio Armani, Etro. Ancora aiuti da parte di Xiaomi, big della telefonia made in Cina, e di Esselunga ed Eurospin, società operanti nella grande distribuzione organizzata. Non è mancato il supporto di istituti bancari, quali Intesa San Paolo e Unicredit, di personaggi dello sport come il presidente dell’Inter Steven Zhang, o promozioni delle compagnie telefoniche Vodafone, Tim o Wind Tre per agevolare le comunicazioni.

Anche il mondo food non si è sottratto a gesti solidali, come Eataly e la sua iniziativa Pizza buona 2 volte, secondo cui, per ogni pizza venduta nel mese di marzo, è devoluto 1 euro all’Ospedale milanese Luigi Sacco, e la recentissima Unione dei Brand della Ristorazione Italiana che, in una sola settimana, ha raccolto 100mila euro da donare a Croce Rossa e Anpas per l’acquisto di apparecchiature e materiali sanitari. Inoltre, con l’adesione al progetto #iorestoacasa ma aiuto gli ospedali, promosso dal network Italia a Tavola, alcuni dei più noti e rappresentativi cuochi italiani stanno contribuendo a raccogliere fondi per le terapie intensive di due ospedali simbolo della lotta al Coronavirus: il Papa Giovanni XXIII di Bergamo e lo Spallanzani di Roma.

Tutto il mondo del bere italiano, invece, si unisce e fa sentire la propria voce attraverso le frequenze di Rai Radio2. La storica trasmissione Decanter – condotta da Federico Quaranta e Nicola Prudente, alias Fede&Tinto – sta coinvolgendo in prima persona le cantine e le personalità più forti della comunicazione del comparto e lancia l’hashtag #iobevoitaliano, chiedendo a tutti gli ascoltatori di fotografare la bottiglia di vino o birra che stanno bevendo e di postarla sui social utilizzando l’hashtag di riferimento.

Le realtà milanesi non hanno tardato a farsi sentire. Crosta, giovane locale di Simone Lombardi e Giovanni Mineo, ha avviato una raccolta fondi che prevede la donazione di 1 euro su ciascun ordine da parte della pizzeria e la possibilità di aggiungere un ulteriore euro a discrezione del cliente.

Altri imprenditori si sono messi in campo a dare un contributo pratico come il giovane Nanni Arbellini, acerrano di nascita e milanese di adozione che, attraverso le sedi di Pizzium, dona pizze al personale sanitario, consegnandole ai volontari che si offrono di ritirarle e portarle a destinazione. L’iniziativa, che doveva essere valida per il solo 24 febbraio, visto il grande entusiasmo riscosso, prosegue ancora. Il motto di Arbellini “gentilezza genera gentilezza” ha invaso le pagine social e sprona a regalare positività al prossimo con semplici, ma concreti gesti. Coinvolgente il video che ritrae Eros, uno dei pizzaioli, mentre fa una consegna legando il sacchetto ad un cordoncino calato dal primo piano. Sempre di Arbellini l’hashtag #milanononsiferma, utilizzato nei giorni scorsi, che ha contribuito a spronare una Milano testarda e tenace.

 

 

Lodevole l’iniziativa di Daniel Mercurio – Sales and Marketing Manager di Emme Prodotti Tipici – di mettere a disposizione, delle piccole aziende impossibilitate a raggiungere clienti in Lombardia, i mezzi per effettuare consegne a tariffe agevolate, nel limite del possibile: “Questo messaggio è rivolto anche ai nostri competitor, perché in questo momento non c’è concorrenza; bisogna essere uniti. Poi quando tutto finirà potrà ricominciare la rivalità ma, nel frattempo, se avete bisogno, nel nostro piccolo noi ci siamo”.

Il Maestro Pasticcere Iginio Massari, dopo una prima comunicazione di chiusura dei punti vendita a Brescia, Milano e Torino, per salvaguardare l’incolumità di tutti i collaboratori, oltre che di clienti e fornitori, annuncia sulle pagine social la donazione di tre respiratori alla Rianimazione del Civile di Brescia, affermando che “la doverosa tutela delle persone, passa soprattutto attraverso la generosità”.

Spostandoci a Firenze, abbiamo l’esempio di All’Antico Vinaio, simbolo gastronomico della città, che ha fatto recapitare al personale sanitario le sue famose schiacciate: “Un piccolissimo gesto solo per dirvi grazie”. Sulla pagina fb del simpaticissimo patron Tommaso Mazzanti leggiamo la decisione di chiudere al pubblico, dando la possibilità di ordinare le specialità direttamente da casa attraverso l’APP di Glovo.

 

 

In Campania, tanti gli indirizzi che annunciano la temporanea sospensione delle attività allo scopo di tutelare la salute di collaboratori e clienti. Tra questi, Granammare, la nuova pizzeria salernitana di Alfonso Saviello, che ha deciso di donare viveri al Ristorante Sociale Elpis dell’Associazione L’Abbraccio-Onlus al fine di garantire alle persone in difficoltà un pasto nutriente.

Sulle pagine social di Villa Chiara Orto & Cucina a Vico Equense, la giovane Faby Scarica avverte della chiusura temporanea per questioni di sicurezza e, al contempo, rinnova il grande impegno di mettere a disposizione pasti pronti, in base alla disponibilità di mercato, o prodotti freschi dell’orto: “A chiunque voglia, può lasciare un piatto di pasta pagato. È un progetto sociale, volto a stare vicino ai più anziani, i più vulnerabili in tutta questa situazione! Aiutateci a portarlo avanti”. I pasti sono consegnati in villa su appuntamento per evitare la calca, o consegnati a destinazione in caso di impossibilità di ritiro.

Questa è l’Italia che ci piace; che va avanti con caparbietà, conscia del fatto che l’unione renda più forti.

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