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50° award 2020

nella categoria: Ristoranti fino a 120€

Corteinfiore


Nomen omen. All’interno di un austero palazzo cinquecentesco, un tempo abitato, si vocifera, da un pirata che poi donò la proprietà alla Chiesa in remissione dei peccati, e che dal 2000 ospita il ristorante guidato dall’inossidabile Michele Matera, la corte c’è davvero e i fiori anche, o meglio, un profumato e arabeggiante giardino di agrumi. Col valore aggiunto della suggestiva cornice del borgo di Trani, nelle cui intricate viuzze, a un passo dal mare e dalla cattedrale, il ristorante si nasconde. In questo tempio ormai storico della ristorazione tranese, cittadina in cui si osa molto, ma non sempre con esiti equilibrati, domina l’idea che ricercatezza e solidità debbano procedere di pari passo. E quindi le idee innovatrici nelle proposte dello chef Alessio Di Micco, e del sous-chef Massimiliano Quacquarelli, ci sono, e alcune anche molto coraggiose e originali, ma queste idee sono ricondotte sempre alla concretezza e all’obiettivo di rendere giustizia al palato, senza acrobazie esteriori. Negli antipasti, a parte la ricca e variegata offerta di freschissimo crudo, si ricerca in particolare l’abbinamento tra prodotti ittici e regno vegetale. Obbligata la sosta nel collaudato antipasto a mano libera, che merita un inventario esaustivo: Gambero croccante ai cereali con yuzu e mirtillo; Sformatino di baccalà, patata e pomodoro secco; Polpo alla brace su crema di fave e olive nolche; Cialda di acqua e farina al nero di seppia con stracciatella affumicata, acciuga del Cantabrico e pomodoro secco; Pesce spada alla “puttanesca”. I primi viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda. Per noi Troccoli alle alghe e vongole affumicate, piatto brioso se non proprio brillante, e, a seguire, Mezzi paccheri, calamari, cicala, pomodorini infornati, in cui calamari e cicala, come i solisti di un concerto barocco, contrastano e dialogano al contempo. Arrivati ai secondi il menù lascia campo libero al bancone del pescato del giorno: si sceglie, si inoltra in cottura (sempre dosatissima) e si apprezza al naturale, come il mare lo ha fatto. In virtù della freschezza dei prodotti e della mano delicata con cui vengono trattati, al dessert non si arriva stanchi. E quindi ben vengano il Cremoso di castagne e il Babà con crema chantilly, amarena e ghiacciato alla vaniglia, dolci dai sapori antichi, quasi nostalgici, opera guarda caso della mamma di Michele Marra, Maria Pia. La cantina è di spessore, con qualche naturale ben selezionato. Il servizio, un congegno ad orologeria.




Nomen omen. We are inside an austere sixteenth century palazzo that was once a home. It is said that a pirate donated the property to the Church as a remission of his sins. But since 2000 this location has housed the restaurant lead by the unstoppable Michele Matere. There is a courtly array of flowers and a fragrant, shady citrus garden. It is situated in one of the backstreets of the charming borgo of Rani, a few steps from the sea and the cathedral. In this historic temple to Trani cuisine, the dominating idea is that research and solidarity have to proceed at the same pace. And so, there is innovation in chef Alessio Di Micco’s proposals and those of the sous chef Massimiliano Quacquarelli, some of which are even courageous and original, however these ideas are always tempered by the concrete objective of satisfying the palate without acrobatics. As for the antipasti, apart from the rich and varied offer of super-fresh raw items, there is a particular inclination to pair seafood with produce. We highly recommend the antipasto a mano libera which merits a listing of its exhaustive inventory: crunchy multigrain shrimp with yuzu and blueberries; a baccalà torte, potato and sun-dried tomatoes, char-grilled octopus on a cream of fava beans and Nolche olives, a squid ink flour cup with smoked Stracciatella cheese, Cantabrico anchovies and sun-dried tomatoes, and “puttanesca” swordfish. The pasta dishes keep to the same theme. We chose troccoli with algae and smoked clams. It was a lively dish, if not exactly brilliant. We also had the mezzi paccheri with calamari and slipper lobster, and baked cherry tomatoes. The calamari and slipper lobster were perfectly harmonized. For our second dish, we chose from the display of the catch of the day. You also choose how it is cooked (always expertly) and you can appreciate what the sea has produced naturally. Thanks to the freshness of the products and the delicate hand in the kitchen, you will have room for dessert. And so, we welcomed the chestnut cream and the babà with Chantilly cream, black cherry and iced vanilla. They are desserts with antique flavors that are almost nostalgic, and they are the work of Michele Marra’s mother, Maria Pia. The cantina is extensive, with a few well-selected natural wines. The service runs like clockwork.
chef
chef: Alessio Di Micco
localizzatore
location: Italia
Trani - Via Ognissanti, 18, 76125 Trani, BT, Italia
Mezzi
*raggiungibile con mezzi pubblici
Orologio
apertura: da mar. a dom. pranzo e cena

giorno di chiusura: chiuso il lunedì e la sera dei giorni festivi
Orologio
ferie:
Seconda settimana di settembre e venti giorni a gennaio
Telefono
telefono: 0883508402
birra
da provare assolutamente: Il crudo o il pescato del giorno; l'antipasto misto o un primo piatto
Risorsa 16
Menu: link
Risorsa 16
Menu degustazione:
mail
prenotare: clicca qui
serv_aggiuntivi
aria climatizzata
wifi gratuito

giardino

animali ammessi

banconota
pagamenti accettati
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