E’ assai bravo Vincenzo Candiano, cuoco di solide basi e misurate parole, che ha dato vita a una memorabile cucina di territorio, raffinata, creativa, di invidiabile precisione tecnica e bontà. Lo hanno ispirato di certo le tradizioni della Sicilia Orientale ma pure la fenomenale bellezza della location, una autentica grotta in passato al servizio della adiacente chiesetta, spazio arredato con suprema eleganza, tavoli ben distanziati, mise en place di gran classe, comodi salottini, luci appropriate. E pertanto, in questa singolare realtà della famiglia La Rosa arrivano (menu a 130, 150 e 190 euro) pietanze di mare e terra che lasciano il segno quali gli Spaghettoni agli anemoni di mare e finocchietto con crema di avocado siciliano agli agrumi, la Pancetta di suino nero brasata con “torrone salato” chinotto e ravanelli ovvero l’originale Sorbetto di pala di ficodindia, mele e spuma di yogurt. Cantina fra le più importanti d’Italia anche per profondità, servizio appassionato e di garbo infinito.