Un tempo questo gioiello fu austero convento domenicano; poi, anno 1896, si trasformò in luogo di sosta ambitissimo per bellezza, panorami e magiche atmosfere. La haute internazionale ne fece un punto di riferimento ed arrivarono teste coronate, star del cinema e personalità di tutto il mondo. Four Seasons, dopo un restauro sagace e rispettoso, ne ha tracciato un nuovo modo di essere, funzionale, contemporaneo, al passo con le esigenze dei tempi. Massimo Mantarro, cuoco di sommo talento, ne invera l’anima gastronomica con un raccolto ristorante e uno stile che coniuga materie prime del territorio e stagionalità in un mood raffinato e armonioso di sfavillante cucina mediterranea assai gradito ad una esigente clientela cosmopolita. Dal menu degustazione (260 euro, ma ci sono delle alternative) un paio di suggerimenti: Gnocchi ripieni di spalla di manzo, tuma “persa” e salsa verde; Rombo, patata viola e salsa teriyaki. Magnifici dessert, spettacolare cantina, servizio di classe superiore.