Ci sono indirizzi che fanno della cucina un esercizio di memoria, altri che scelgono di trasformarla in un dialogo fra culture. Taverna Kerkira, a Bagnara Calabra, appartiene a questa seconda categoria: una piccola insegna dalla forte identità, capace di intrecciare la tradizione gastronomica calabrese con le suggestioni della cucina greca, in un racconto che da oltre quarant’anni trova la propria cifra nella personalità dello chef Fulvio Dato e nelle origini elleniche della sua famiglia. L’ambiente è quello di una taverna marinara, raccolta e senza eccessi scenografici. Qui il centro della scena spetta alla cucina, che non cerca di stupire attraverso sovrastrutture, ma lavora sulla combinazione degli ingredienti, sulla varietà delle consistenze e su accostamenti capaci di uscire dal repertorio più consueto della ristorazione di mare. Il risultato è una proposta che conserva il calore della trattoria e lo arricchisce con una sensibilità gastronomica più ricercata. Taverna Kerkira è un indirizzo in cui la cucina diventa racconto di appartenenza, memoria e contaminazione. Da provare Le frittelle di cozze accompagnate dalla salsatzatziki, il polpo grigliato con purè di fave di Santorini. Servizio molto cortese e conto nella media.