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La mia Roma antica e contemporanea. Ritratto di Antonio Romano, finalista S.Pellegrino Young Chef 2020

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di Laura Guerra 

Romano d’origine, romano d’ispirazione in cucina dove ama studiare la storia gastronomica dell’antica Roma e da ultimo, di cognome; nome di battesimo Antonio.

Antonio Romano, finalista  per la regione Italia e Sud Est Europa di S.Pellegrino Young Chef 2020, dove ha vinto anche il Fine Dining Lovers Food for Thought Award, cresciuto professionalmente nelle brigate del tristellato Heinz Beck sarà uno dei magnifici 12 che gareggeranno alla finale in programma a Milano a maggio prossimo.

Si è qualificato preparando “Roma Locuta” – Roma si è Espressa, ricetta in cui la romanità ha il sapore antico dei datteri, delle pesche, del coriandolo, del macis che, lavorati con tecniche contemporanee, valorizzano il piccione. Qui la Capitale non ha il gusto della tradizione novecentesca, ma richiama quello della cultura classica ed imperiale.

Lo chef ha 27 anni e vanta una solida formazione: prima a Londra nella cucina del Dinner by Heston Blumenthal, dove viene notato da Beck che lo chiama nelle cucine de La Pergola di Roma e poi di Attimi a Milano.

Oggi è l’executive chef del Castello di Fighine, ristorante con una stella Michelin dell’omonimo resort che lo chef bavarese gestisce  nella rigogliosa e verde campagna senese.

Con la supervisione del suo mentore, in estate aveva messo a punto il nuovo menu che, fra gli altri piatti, propone la Mousse di foie gras, pesca e nocciole; il Bottoncino di cinta senese con cicoria e mandorle; la Triglia e consistenze di sedano; il Piccione con funghi, legumi e pino mugo; la Pesca, fiori di sambuco, stracchino e mandorle.

Intanto fra gli stop and go determinati dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria usa il maggior tempo a disposizione per studiare, approfondire e provare nuovi accostamenti.

 

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