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Antimo Caputo: “Pronti a vivere il new deal del food”

Intervista ad Antimo Caputo

di Laura Guerra

E’ il momento dei colori. Non ha dubbi Antimo Caputo, AD di Mulino Caputo, storico Mulino di Napoli, che considera la voglia di circondarsi di tinte brillanti non solo un suo sentire ma anche un’esigenza collettiva, una strada per affrontare la forzata convivenza con la pandemia. Ne è così convinto da averci basato la campagna di promozione di tutta la linea di farine. Sacchi e confezioni di un colore per ogni tipo e conseguente slogan pubblicitario “Napule è mille culure” che celebra il prodotto declinato per i mille usi in forno, in cucina, in pasticceria.

“E’ un modo per recuperare spazi di libertà – spiega – in pizzeria come al ristorante, in pasticceria, nei bar e gelaterie viviamo i momenti di incontro ritrovato nel nome di una nuova consapevolezza: i clienti sanno cosa vogliono, i pizzaioli, i ristoratori i pasticceri sono preparati e pronti per coccolarli”.

Come è avvenuto questo processo?
“Attraverso l’uso intelligente del tempo delle chiusure o del minor lavoro delle attività; i trasformatori – pizzaioli, panettieri, cuochi, pasticceri – che lo hanno usato per studiare impasti e ricette, approfondire le caratteristiche degli ingredienti, rinnovare locali, progettare nuove aperture, si sono trovati poi pronti a rispondere alle richieste dei clienti che, stanchi di tanto impastare e cucinare in casa, dell’asporto e del delivery, sono tornati ad affollare i locali pieni di voglia di gustare cose buone, fatte con talento e da mangiare con un po’ di spensieratezza che tanto ci è mancata”.

Come hanno reagito le aziende trasformatrici di farina?
“La nostra è una fitta rete di piccole attività spesso storiche e a conduzione familiare; devo dire che hanno dimostrato una capacità di resistenza e resilienza molto forte, aiutandosi nel momento di difficoltà con il risparmio privato che hanno usato soprattutto per sostenere i loro lavoratori. Mantenere i team di collaboratori sta permettendo, alla ripresa di poter contare su competenze e capacità che altrimenti sarebbero andate disperse. Si tratta di un vero e proprio patrimonio che è fondamentale in questo momento storico”.

Perché lo definisce un momento storico?
“Sono convinto che stiamo già vivendo un new deal del settore food, inteso come una fase nuova, espansiva, trasformativa, che conta su produttori più competenti e consumatori più consapevoli che esprimono una domanda di qualità, sostenibilità ambientale, storia del prodotto che mangiano”.

La farina è ingrediente base sia per il salato che per il dolce. Quali delle due declinazioni prevale?
“A tavola vince il rincorrersi dei sapori; alternare o ritrovare i contrasti di gusto negli accostamenti agrodolci è sempre più frequente”.

Quali novità per il 2022?
“Stiamo studiando nuove farine proteiche partendo da ingredienti vegetali e stiamo avendo riscontri molto interessanti; prevediamo il lancio in autunno.”

A dopo l’estate, dunque, la scoperta di queste nuove farine che potrebbero sorprenderci con i colori.

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